domenica 12 luglio 2009
Convergenze Modelli Urbani Sostenibili del 4 luglio
Sarebbe ora di cominciare a lavorare in termini inclusivi, di convergenza di tutte le forze presenti e disponibili, d'altronde questo è anche il messaggio che ci arriva anche dal G8 che diventa G24. Qualcosa sta cambiando!
Cominciamo a metterlo in pratica tra noi e nel rapporto con i vari poteri,con risolutezza, chiarezza e inclusione: potremmo accorgerci che possiamo farcela davvero.
Da 3e32 rete coordinamento AQ -> 10 luglio: Lettera aperta a Obama
Gentile Presidente Barak Obama,
siamo un comitato di cittadini terremotati, sfollati e accampati di L’Aquila, come ha potuto notare nei giorni in cui ha visitato la nostra città, viviamo in condizioni drammatiche, da oltre tre mesi nelle tende, senza prospettive per il nostro futuro e quello della nostra città.
Denunciamo le scelte che ci sono state imposte dall’alto per la gestione dell’emergenza e sulla ricostruzione.
venerdì 10 luglio 2009
Stasi da Terremoto + G8
In molti abbiamo vissuto il G8 come una minaccia manifesta di ancor più drastico dopoterremoto. Polizia, controlli, divieti, fermi.
Ma abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un ricompattamento, nella semiclandestinità, della diaspora tendopoli-costa, ad un avvio di riflessione sulla necessità di autonomia e di presa di distanza dall'inerzia dei poteri locali.
Ed è ora molto evidente a tutti la necessità di svegliarsi!
Anche i cosidetti benpensanti hanno potuto pesare quanto valgano le promesse di Berlusconi, il manifesto affisso sui muri cittadini dal titolo "Il bacio di Giuda" spiega meglio il concetto

C'è una evidente presa di coscienza di stare uniti, darsi da fare, da subito e senza sponsor o padroni o pseudopadrini:
la massiccia presenza(4000 persone- il doppio almeno di qualsiasi altra manifestazione) alla fiaccolata lo testimonia bene: sfilare per 4 ore con compostezza,partecipando con consapevolezza per dare importanza ai valori umani che più ci appartengono e ci uniscono e su cui si può realmente ricostruire L'Aquila.

Per ricordare le vittime - hanno spiegato i rappresentanti del Comitato 3.32 - per chiedere verità per tutto quello che è accaduto e giustizia per coloro che sono responsabili di mancanze o speculazioni. Sentiamo l'urgenza di riappropriarci del nostro lutto e vogliamo farlo in maniera collettiva per ricostruire insieme il senso e il futuro delle nostre comunità, messi in crisi dalla violenza del sisma, prima, e dall'arroganza del potere, poi. Memoria, verità e giustizia in un stile sobrio, il più possibile lontano dal clamore degli spettacoli di piazza e in aperta opposizione alle parate di regime.
FORTI e GENTILI SI, FESSI NO , recita uno slogan sulle magliette dei ragazzi.
Nella situazione di comunicazione monopolizzata sono riusciti ad avere un momento di attenzione internazionale mettendo in evidenza, al mondo,
YES , WE CAMP e la ferma determinazione a restare con una enorme scritta sulla montagna ripresa da tutte le televisioni e web internazionali

e ribadendo personalmente che il messaggio era diretto ad Obama perchè favorisse in qualche modo la speranza di realismo anche in questa Italia per poter superare le difficoltà reali, non televisive.

Azioni di comunicazione che servono a far capire al mondo che le cose non stanno proprio come Berlusconi ama raccontare, e ai poteri locali di cominciare a darsi da fare senza aspettare la luna, è ora di svegliarsi, e per questo, i comitati hanno iniziato una azione che è molto, molto più di un segnale.

Chi ha orecchie per intendere...
venerdì 12 giugno 2009
venerdì 5 giugno 2009
giovedì 4 giugno 2009
Il dopoterremoto : la campagna 100%
martedì 2 giugno 2009
Un flop comunicativo ?
così rileva Enrico Colaiacovo del Comitato civico per Un Manifesto per L'Aquila dal Convegno "La nuova L'Aquila e la sfida della ricostruzione"
Terremoto a L'Aquila con un dopoterremoto ancor più violento!
Per chi è nato o ha avuto modo di amare L'Aquila è una amara costatazione l'incapacità italiana attuale di assumersi responsabilità verso il futuro, per chi a l'Aquila ci vive e, scampato, vorrebbe continuare a starci, oltre al danno, oltre la distruzione del futuro, c'è anche la beffa di un presente efficientismo di facciata sostanzialmente non responsivo che con l'autoritarismo e la paura cerca di imporre proprie, inutili regole: a che vi serve ricostruire una città se ne state distruggendo l'anima? Errori nella mancata individuazione di un futuro definibile per la città, errori nelle localizzazioni delle aree.
Abbiamo dovuto subire in silenzio l'occupazione della protezione civile, (che tempestività quel 6 aprile!), e a due mesi di distanza non ancora si conoscono le direttive per ricostruire le semplici abitazioni, figuriamoci se qualcuno possa essersi posto il problema di come sarà L'Aquila tra dieci anni.
Mai una consultazione, una discussione a più voci sul futuro della città: è stato finora solo un problema di vigili del fuoco, di paure : un flop comunicativo voluto e imposto per quali motivi?
Grazie anche ai nostri tanti amministratori locali, stiamo sperimentando gli effetti nocivi del pensiero unico a cascata: la botte dà il vino che ha, è capitato così, non cercano certo consigli, recitano a soggetto, completamente autonomi dal loro elettorato.
Capito questo, sono nati tanti comitati, ma ci vorrà tempo perchè il meglio venga fuori, speriamo in forma non violenta, qualcosa si muove, ci sono tanti giovani, e in questo senso c'e speranza di impedire ulteriori scempi.
Possiamo unire le forze ma sono loro, i cosidetti nostri rappresentanti che, in concreto, operano: ci rimane solo una azione di vigilanza e controllo che potremmo strutturare in modo nuovo, efficiente, costante, per impedire altre stragi di futuro.
Intanto partecipiamo ai tanti centri di aggregazione virtuali e fisici (almeno in questo qualche amministratore potrebbe collaborare fattivamente!) ove la discussione possa aver luogo liberamente e sviluppare un sentire comune che amplifichi e dia forza a quello che le persone più preparate o sensibili hanno già intuito e magari debolmente propongono.
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