giovedì 4 marzo 2010
PARTECIPAZIONE: la fase della ricostruzione non può essere oggetto di ordinanza!
La restituzione di poteri all’Assemblea regionale e ai consigli comunali non contrasta con l’esigenza di fare presto e bene. Anzi una collettiva assunzione di responsabilità potrebbe costituire l’occasione per la nascita di una classe politica ed amministrativa preparata e trasparente.
ANCHE A NOI SEMBRA GIUSTO CHE AI CONSIGLI COMUNALI E REGIONALI SIA RESTITUITO IL POTERE DI AGIRE SUL PROPRIO TERRITORIO, la ricostruzione non è emergenza, E' ANCHE GIUSTO CHE I CONSIGLI ACCETTINO DI CONFRONTARSI CON LA CITTADINANZA: non sono stati eletti per gestire l'eccezionalità del terremoto , e comunque , sono evidenti le insufficienze. L'intervista che segue evidenzia la difficoltà di tale processo democratico.

ANCHE A NOI SEMBRA GIUSTO CHE AI CONSIGLI COMUNALI E REGIONALI SIA RESTITUITO IL POTERE DI AGIRE SUL PROPRIO TERRITORIO, la ricostruzione non è emergenza, E' ANCHE GIUSTO CHE I CONSIGLI ACCETTINO DI CONFRONTARSI CON LA CITTADINANZA: non sono stati eletti per gestire l'eccezionalità del terremoto , e comunque , sono evidenti le insufficienze. L'intervista che segue evidenzia la difficoltà di tale processo democratico.
mercoledì 3 marzo 2010
martedì 2 marzo 2010
lunedì 1 marzo 2010
28 febbraio: la vita torna a L'Aquila... è possibile sperare ?
più di qualche politico che cercherà di strumentalizzare la manifestazione proponendo ora una fretta che non hanno avuto per 10 mesi. Spero che abbiano ben notato, questi signori, che l'unico momento di tensione si è avuto verso una benemerita istituzione cittadina coinvolta in una inchiesta G8.
I disagi di questi mesi sono stati aggravati purtroppo anche da non isolati comportamenti anomali di aquilani che non hanno capito il terremoto.
Servono oggi comportamenti trasparenti di tutte le Istituzioni e assunzione di responsabilità da parte di tutti: solo così si potrà dimostrare che in questi lunghi 10 mesi, a L'Aquila, nessuno, ma proprio nessuno, rideva.
I disagi di questi mesi sono stati aggravati purtroppo anche da non isolati comportamenti anomali di aquilani che non hanno capito il terremoto.
Servono oggi comportamenti trasparenti di tutte le Istituzioni e assunzione di responsabilità da parte di tutti: solo così si potrà dimostrare che in questi lunghi 10 mesi, a L'Aquila, nessuno, ma proprio nessuno, rideva.
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