mercoledì 10 marzo 2010

Domenica si replica: prove di colloquio con il Sindaco de L'Aquila

Egregio Signor Sindaco,
le scriviamo per inoltrare a Lei, in qualità di primo cittadino, alcune richieste che riguardano il lavoro che stiamo svolgendo da un paio di domeniche a questa parte. Facciamo parte di quello che qualcuno ha soprannominato “Popolo delle carriole”, ma siamo semplicemente dei cittadini che stanno dimostrando di voler partecipare al processo di ricostruzione attraverso azioni concrete che testimonino non solo il nostro impegno, ma anche e soprattutto la nostra capacità di progettare qualcosa di concreto.
Certo non svuoteremo il centro storico a carriolate, ma alcune tonnellate di quel pauroso gigante sono state selezionate ed hanno prodotto materiali riutilizzabili che, domenica prossima, cresceranno di volume.
Le chiediamo, perciò, di poter avere a disposizione un luogo, a L’Aquila, ove riporre questo prezioso materiale per evitare che eventuali incursioni notturne vanifichino il nostro lavoro, volto esclusivamente ad un progetto di ricostruzione vero, sostenibile e non calato dall’alto.
A tal proposito le richiediamo di non essere ancora una volta sulle prime pagine dei giornali per presunti tafferugli con le forze dell’ordine e di permettere a chi vorrà di continuare la selezione delle macerie di Piazza Palazzo, così come ci siamo prefissi. Abbiamo dimostrato di saper organizzare il lavoro in modo egregio ed una sua più partecipe disponibilità non potrà che aumentare l’ordine e, quindi la sicurezza.
In ultimo le richiediamo di poter avere all’interno di Piazza Palazzo un cassone per mezzo dell’ASM, che ci permetta di convogliare all’interno il materiale indifferenziato che, potrà verificare, essere assai meno di quello che qualcuno vuole far credere.
L'Aquila 10 marzo 2010                        Il popolo delle carriole

Non è solo Berlusconi: in Giappone anche gli arbitri interpretano... , rigore convalidato!

martedì 9 marzo 2010

FONTANA: Bertolaso bis, versione soft al burro

Incontro dei Comitati cittadini con Fontana

Una cosa si è capita: l’intervento del Commissario di Governo sarà simile ai puntellamenti che abbiamo visto: tanti soldi alle ditte ma utilità dubbia, in moltissimi casi. Conveniva puntellare solo ciò che doveva essere mantenuto, visto che il resto si sta comunque sgretolando.
La stessa cosa capiterà nella ricostruzione: la macchina burocratica, che con le ordinanze ha già previsto tutto, spenderà soldi e magari produrrà case, chiese o quartieri come nuovi che non diventeranno mai centri di vita, perché manca il progetto; Fontana è, per sua ammissione, alla ricerca …. di una vocazione per L’Aquila.
Bertolaso ha preteso di curare una città di cui non ha capito niente, se non appalti, paraculi e leccapiedi.
Qualche vantaggio per alcuni e danni enormi per la sopravvivenza della città: le scelte imposte sono una ipoteca di cui la città non potrà liberarsi facilmente.
Ora arriva Fontana con una visione altrettanto burocratica e piatta, nessuna intenzione di capire realmente la città, nessuna seria proposta, vaghe promesse: sembrava di essere in un vecchio collegio di educande. Questo è emerso oggi da un incontro con i vari comitati: crono programmi come Bertolaso, strappa pure qualche consenso ed applauso ai comitati che finalmente si illudono di avere trovato un interlocutore.
Ma poi ci dice che addirittura non ha ancora trovato una sede, che tutto dipende da soldi che Tremonti dovrà tirar fuori, insomma chiacchiere: l’unica cosa certa è che tutto sarà fatto così come previsto dall’ordinanza, in modo burocraticamente ineccepibile: un po’ di sorpresa solo quando qualcuno lancia l’idea che la vocazione per l’Aquila potrebbe essere “La città degli appalti”, ma è un attimo, nessuno ha nominato Balducci, si torna a parlare di aria fritta.
In fondo Fontana è un burocrate e molti aquilani si trovano bene, purtroppo, solo a livello burocratico: qui si lavora, non si fa politica. Non c’è una visione, una politica per la città.
Convinti che la politica sia quella del medico burocrate o commercialista, se ne tengono lontani.
Quando si parla di assenza della politica pensano che si parli solo di Cialente o Pezzopane.
Una volta allontanato Bertolaso, qualcuno ha capito.
Quale sarà il valore delle belle abitazioni rifatte magari bene, anche con contribuzione propria, in una città priva di progetto, di vita e di attività, qualche anno dopo che sarà andato via anche Fontana?
Quale sarà il prezzo di vendita per una casa bella in un centro storico spopolato e desolato?